|
|
| Le primizie dei campi. |
 |
In una terra come la Calabria, il
cui nome viene forse dal greco “Kalòs-bruo” (terra
fertile), la gastronomia tradizionale non poteva non dare importanza
fondamentale ai prodotti della terra.
|
I terreni, non sempre fertili, della Calabria e della Basilicata
hanno avuto nel corso dei secoli una sempre più prevalente
destinazione agricola, favorita peraltro dalla continua opera di bonifica
e di regolazione del corso dei fiumi. Furono in particolare i Normanni
(XI secolo) e poi gli Svevi (XII sec.) a favorire nel passato la ripresa
dell’agricoltura, che oggi produce davvero di tutto: dagli agrumi
(arance, mandarini, limoni) al cedro, dai fichi ai melograni, dai
legumi (in particolare, i caratteristici fagioli) agli ortaggi, fino
a quelle colture che, giunte dall’Oriente nell’XI secolo
(come le melanzane) o dalle Americhe (pomodori, patate, peperoni,
mais), sono presto divenute caratteristiche di queste terre.
Dall’incontro di tutti questi sapori, “vecchi” e
“nuovi”, è nata una cucina davvero particolare,
ricca di aromi e spezie, in cui spesso si raggiunge una originale
e straordinaria mescolanza di dolce, salato e piccante.
|
|
|