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Area storica di produzione. Lungo la fascia costiera della
Regione.
Legame con il territorio. E' noto
che oggi, le regioni italiane a più spiccata vocazione agrumicola
sono la Calabria e la Sicilia, dotate, almeno lungo la fascia costiera,
di terreni sabbiosi, profondi e fertili, senza i quali questa varietà
di agrume non si svilupperebbe nel modo migliore. Vari autori la considerano
un ibrido fra l’Arancio amaro e il Mandarino comune. La rete distributiva
premia la varietà Clementine apireno di Calabria per la sua maggiore
resistenza al freddo e ai trasporti.
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| L’assenza di semi, molto apprezzata
dai consumatori, premia invece i produttori di questo frutto, garantendo
loro un reddito maggiore rispetto agli altri agrumi. Se le cure agronomiche
non tengono conto che la pianta non è molto produttiva, forzando
la resa con l'incisione anulare delle branche, la pianta col tempo
s'intristisce e perde di vigore. La qualità di quest'agrume è
stata premiata con una IGP (Indicazione geografica Protetta)
Descrizione del prodotto. Pezzatura:
variabile, da piccola a media; forma: globosa appiattita dal collare
più o meno pronunciato; buccia: sottile e poco aderente, di colore
arancione, che si stacca facilmente; spicchi: si staccano facilmente
tra loro; polpa: di colore arancione, molto aromatica e dolce, il cui
succo non deve essere inferiore al 33%, quasi completamente priva di
semi.
Tecniche di produzione. E' coltivato
in zone dove non si verificano gelate, anche se questa varietà
è più resistente al freddo degli altri agrumi. Esige terreni
fertili e moderate irrigazioni, anche se frequenti. La raccolta si effettua
quando il frutto ha raggiunto il grado ottimo di maturazione.
Uso gastronomico. Quale frutta fresca,
per spremute, per composte e marmellate, da candire; gli oli essenziali
della buccia, estratti per strizzamento meccanico, s'impiegano nell’industria
dei liquori.
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