Area storica di produzione. Tra Lamezia e Tropea in provincia
di Vibo Valentia.
Legame col territorio. Furono i greci
ad introdurre in Calabria l'uso della cipolla, appreso a loro volta
da assiri e babilonesi. La dolcezza di questo bulbo dipende, oltre che
dalla varietà, dai terreni sabbiosi che si trovano in prossimità
del mare lungo la costa tirrenica. |
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| Tutte le operazioni colturali vengono
eseguite a mano dai contadini del posto. Dopo la raccolta sono le donne
a selezionare ed intrecciare, con abili movimenti delle mani, le rosse
cipolle separando
le piccole dalle medie e dalle grandi. Le tecniche di lavorazione vengono
tramandate da una generazione all'altra.
Descrizione del prodotto. Tre forme:
tronco-conica dal sapore dolce, ovale di sapore forte, a trottola; l'involucro
esterno è di colore rosa carico, l'interno ha un colore rosso
vinaccia.
Tecniche di produzione. Il bulbo viene
piantato in terreni sciolti, freschi e profondi, concimati con letame.
La cipolla estiva si semina in semenzaio a fine agosto, primi di settembre
e si mette a dimora tra novembre e febbraio. Si raccoglie quando la
foglia è secca, a giugno. Si lasciano
seccare le tuniche fogliari esterne e i bulbi in pieno campo e poi si
ripongono al riparo di tettoie o altri locali ben aerati, per una quarantina
di giorni. Si conservano in locali freschi, asciutti e ventilati.
Uso gastronomico. Ingrediente della
cucina mediterranea. La dolce, cruda, è ottima con le insalate
estive di pomodori freschi, olive e origano o per la crostata di cipolle,
piatto caratteristico della zona di Tropea.
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