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Sarde e Acciughe al peperoncino |
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| Delizie del mare. |
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Plinio il Vecchio, nella sua “Naturalis
Historia”, racconta di una pregiatissima salsa di pesce chiamata
garum, ritenuta dai romani una vera leccornia e divenuta un vero e proprio
lusso, visto il prezzo elevatissimo che riusciva a raggiungere sul mercato.
Di recente, nel tratto lucano della costa tirrenica, nei pressi dell’Isola
di Santo Janni, sono state rinvenute vasche utilizzate nell’antichità
per la preparazione di questa salsa che, secondo alcuni, ha una sua
“moderna” versione proprio in alcuni piatti tipici della
tradizione calabrese (come ad esempio le sarde e le acciughe al peperoncino). |
Il Mediterraneo ha infatti sempre offerto alla Calabria e ai brevi
tratti costieri lucani diverse varietà di pesce, seppure non
sempre in quantità rilevante, che sono diventate elementi importanti
dei menù tradizionali.
Un posto di riguardo nella gastronomia calabrese occupano certamente
le alici (servite fritte, gratinate, arrostite) e, soprattutto il
tonno (pescato tra Tropea e Pizzo, e conservato sott’olio) e
il pesce spada, la cui pesca e lavorazione si attiene a tecniche molto
antiche (secondo alcuni risalenti addirittura ai fenici).
Ben diversa era una volta la situazione della Basilicata, nelle cui
zone interne gli unici pesci che potevano essere acquistati da tutti
(per i prezzi contenuti) e conservati, e che sono utilizzati in alcuni
piatti tradizionali, erano le sarde sotto sale e il baccalà.
Da qui il famoso detto lucano “lu baccalà pure è
pisce”.
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