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Area storica di produzione. Provincia di Crotone,
reperibile in tutta la regione.
Legame col territorio. Un tempo questo
formaggio veniva fatto esclusivamente con latte proveniente dalla razza
Gentile di Puglia, più un terzo di quello caprino, particolarmente
idoneo, a motivo della sua elevata percentuale di grasso, per questo
tipo di lavorazione.
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| Descrizione del prodotto.
Forma: cilindrica; crosta: sottile di colore giallo paglierino a 30
giorni di stagionatura, dura e spessa, di colore ocra con impressi i
segni del canestro a stagionatura ultimata; pasta: tenera, elastica,
compatta di colore bianco, se fresco, dura con rare occhiature, da cui
fuoriescono lacrime di grasso a stagionatura ultimata; diametro: variabile,
a seconda della pezzatura, 20-30 cm; altezza: 7-18 cm; peso: 1-8 kg;
sapore: acidulo se fresco, piccante se stagionato.
Tecniche di produzione. Al latte misto
ovi-caprino di due mungiture si aggiunge caglio in pasta; la cagliata,
dopo la rottura, viene riscaldata; nella fase di frugatura in fiscelle,
possono essere aggiunti dei grani di pepe nero o del pecorino piccante;
si pressa con le mani per eliminare il siero e si mettono ad asciugare
per 3 o 4 giorni. Segue salatura a secco o in salamoia. Matura in 40-50
giorni in ambiente fresco e stagiona fino a 2 anni. In questo tempo
le forme vengono curate e unte con olio di oliva.
Uso gastronomico. Da tavola, come
antipasto, insieme a pomodori secchi, salumi e ortaggi sott'olio, quello
fresco; quale ingrediente da cucina, grattugiato sui primi piatti conditi
con sugo di carne di capretto o d'agnello, quello stagionato.
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