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Area storica di produzione. Tutta la regione,
reperibile in tutto il meridione.
Legame col territorio. Questo formaggio
viene fatto in alternativa al pecorino misto, quando le pecore vanno
in asciutta nei mesi di agosto e settembre e i contadini dispongono
solo del latte di capra. Il nome deriva dal tipo di coagulazione in
parte dovuta al caglio che agisce sulla caseina, in parte al riscaldamento
che fa inglobare nella cagliata anche l'albumina, da cui il termine
cacioricotta.
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| Descrizione del prodotto.
Forma: cilindrica a facce piane; crosta: sottile, ruvida, color crema;
pasta: elastica, di colore bianco quando è fresco, semidura,
color bianco avorio se stagionato; diametro: 6-7 cm; altezza: 8-10 cm;
peso: 0,7-2 kg; sapore: dolce acidulo, tendente al sapido, più
piccante se stagionato.
Tecniche di produzione. Il latte caprino (ma anche
ovino e vaccino) viene riscaldato fino a circa 90°C; si riporta
la temperatura a 37ºC e si aggiunge caglio in pasta. Dopo la rottura
e un adeguato riposo, la cagliata viene messa nelle fiscelle e lasciata
sgocciolare per 12 ore. Si sala a secco nell'arco di 3-4 giorni. Matura
in 5-6 giorni in locale aerato.
Uso gastronomico. Fresco da tavola,
con le insalate di pomodori, sulla pasta al pomodoro e basilico, stagionato
da grattugia sui primi piatti conditi con sugo di capra.
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