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| Campi d'oro. |
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“Bei campi seminati, messi mature, ondeggianti sotto il soffio
del vento, quasi con il ritmo delle onde del mare” (De Lorenzo).
Così dovevano apparire agli antichi viaggiatori le zone pianeggianti
e collinari della Magna Grecia, allora favolosamente ricoperte da
un fluttuante manto dorato.
La coltura dei cereali, seppure limitata ad alcune zone, a causa dell’estrema
varietà del terreno, ha sempre assunto, sia in Calabria che
in Basilicata, un’importanza fondamentale nelle locali abitudini
alimentari.
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Una rilevanza, peraltro, evidenziata anche dall’uso, già
nel V-IV secolo a.C., di raffigurare sulle monete delle spighe, come
ad esempio è accaduto per circa due secoli in una delle maggiori
città magnogreche, Metaponto.
Nel corso dei secoli, con l’introduzione di nuove colture,
come ad esempio quella del mais (dal XVIII secolo), i cereali sono
diventati sempre più un ingrediente base indispensabile, utilizzato
per produrre non solo pani e paste, ma anche i dolci che la tradizione
ci ha tramandato.
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